Passaporto vaccinale europeo

Passaporto vaccinale europeo

Quando arriva e a cosa servirà

Dal 15 giugno il certificato vaccinale della UE: Digitale o cartaceo non sarà obbligatorio indicherà il vaccino ricevuto Se guariti dalla malattia La presenza di anticorpi

Più facile viaggiare e partecipare agli eventi

Il passaporto vaccinale europeo è previsto sia disponibile tra un paio di mesi.

Chi ha ricevuto il vaccino contro il coronavirus potrebbe usare il documento per:

Salire in aereo Viaggiare con maggiore facilità Partecipare ad un evento 'di massa Riprendere più agevolmente una vita 'normale Nell'Ue il 'passporto vaccinale potrebbe diventare realtà dal 15 giugno e garantire maggiore libertà di movimento. Stiamo sviluppando la capacità di eseguire test antigenici rapidi, ha dichiarato Breton, in mancanza di un certificato sarà richiesto un test negativo al Covid-19. L'obiettivo, ha spiegato il commissario europeo, è quello di "ritrovare la capacità di convivere senza essere o avere rischi e di riaprire le attività. Dobbiamo organizzarci molto rapidamente", ha ribadito. Breton, mostrando il passaporto che tra 2/3 mesi sarà disponibile nei 27 Paesi dell'Unione europea.

La Commissione UE dice che il passaporto vaccinale europeo:

Saremo in grado di vaccinare il 70% alla fine dell'estate e Breton lo sta confermando ogni giorno. Naturalmente questo deve essere messo a regime perchè abbiamo effettivamente dei forti ritardi.

EFFETTO SUL TURISMO

L’arrivo imminente dell’estate, con l'arrivo del passaporto vaccinale, è destinato ad avere effetti sulla ripresa del turismo.

Il Passaporto vaccinale europeo potrebbe riattivare i flussi verso l'Italia:

Il nostro paese ha subito un buco di circa 27 miliardi nel settore dei turismo  estero che è crollato del 61% nel 2020 rispetto al 2019. Ad essere penalizzate sono state soprattutto le città d’arte, storiche mete del turismo dall’estero, oltre 24mila agriturismi nazionali, dove gli stranieri in alcune regioni rappresentano oltre la metà degli ospiti. La mancanza di turisti, cade a valanga sull’economia, per mancanza di affiti, alimentazione, trasporti, divertimenti, shopping e souvenir. Non è un caso che nel 2020 a far registrare il risultato più negativo nei consumi siano gli alberghi ed i ristoranti con un calo del 40,2%.

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